Franco Vespe: Ventotene ed il riarmo dell’Europa. Di seguito la nota integrale.
L’entrata a gamba tesa di Trump nel merito del conflitto fra Russia ed Ucraina, ha davvero sparigliato il campo. Di questa travolgente infatuazione di Trump per Putin ne sta facendo le spese Zelenskyi e soprattutto l’Europa. La vile umiliazione subita da Zelenkyi nella stanza ovale rimarrà nella storia. Delle iene che si avventano su di una preda moribonda sono uno spettacolo molto più misericordioso di quello mandato in scena dalle due murene presidenziali della cattiva Ursula (citazione dalla Sirenetta n.d.r.). L’Europa abbandonata dagli USA ha comunque mantenuto il timone a dritta senza tentennamenti prendendo coscienza finalmente dell’abbandono degli USA dell’alleanza NATO e della sua totale inaffidabilità. Ha confermato, stando con la schiena dritta, gli aiuti ed il supporto all’Ucraina. Tuttavia la sua reazione è stata forse un po’ confusionaria, a tratti inconsulta. Lasciamo perdere la confusione ed il rimescolamento delle piazze dei tifosi che ha avuto come culmine la manifestazione promossa da Michele Serra del popolo di centro-sinistra. Di quella Babele stendiamo un velo pietoso! Pacifinti che si sono riconciliati con Yankee Trumpizzati, pro-ucraini diventati improvvisamente anti-americani ecc. Confusionaria perché si sono improvvisate auto-convocazioni di paesi volenterosi per discutere fumosi ordini del Giorno. Alla fine è stato estratto dal cilindro la soluzione di ri-armarsi e di varare un piano di investimenti di ben 800 miliardi! Investimenti/indebitamenti da porre fuori dai vincoli di stabilità di bilancio e da destinare ai singoli eserciti nazionali (?). Cifra sparata non a caso perché è esattamente quello che spendono gli USA annualmente nella difesa. Ma l’Europa ha davvero bisogno di ri-armarsi ? Se andiamo a vedere i dati, come dicevamo, gli USA spendono 880 miliardi; la Cina 300 e la Russia solo 85 ! e l’Europa ? attualmente, sommando le spese per nazione, per la difesa l’Europa (includendo la Gran Bretagna) spende più di 300 miliardi/anno! Più della Cina e 4 volte di più della Russia! Non solo! La capacità tecnologica militare europea non è poi da meno di quella USA ed è di gran lunga superiore a quella Russa! Ma di cosa stiamo parlando allora? Sono pezzi di esercito che vanno certamente coordinati e addensati nei paesi più soggetti agli appetiti imperialistici dell’Hitler del terzo millennio. Ma può non essere sufficiente. Non è sufficiente se l’Europa (non parlo solo dell’UE) vuole ritornare ad essere protagonista nello scacchiere mondiale riscattando la propria autonomia dagli USA. Questo rilancio come potenza mondiale esige decisioni finalmente categoriche e risolutive. Qui il manifesto di Ventotene, al netto dei bachi ideologici denunciati dalla Meloni e, ancor prima da Ernesto Galli della Loggia, ci può venire in soccorso; così come le idee che animarono il quartetto dei fondatori dell’Europa: Adenauer, Schumann, De Gasperi e Monnet (da ora in poi ASDM). Idee abbandonate al momento della realizzazione effettiva dell’Unione Europea. In quel manifesto si invocava il superamento dei singoli nazionalismi con la creazione della federazione di stati europei. In secondo luogo la creazione di un esercito comune dimodoché non potesse essere più possibile la guerra fra le nazioni che aveva dilaniato l’Europa. A questo i padri ASDM dell’Europa aggiunsero l’accordo per mettere in comune la produzione del Carbone e dell’acciaio (la CECA). Con il Carbone e l’Acciaio si costruivano le armi. A questi poteri si sarebbe dovuta aggiungere la competenza sulla politica estera, monetaria e fiscale Poi sappiamo come è andata a finire. La federazione non solo non è stata creata ma sono rimasti gli stati nazionali messi insieme si nel Consiglio d’Europa, ma con diritto di veto. Giusto per intenderci, piccole nazioni come Malta o Cipro possono bloccare ogni decisione. Stati che non mollano le competenze sia in campo militare e, soprattutto, in campo di politica estera sono obiettivamente un freno alla realizzazione dell’Europa. Aldilà della retorica europeista cavalcata da Benigni abbiamo attuato il manifesto di Ventotene alla rovescia. Materie di competenza federalista sono rimaste nelle mani degli stati; mentre al parlamento europeo sono rimaste competenze di piccolo “cabotaggio” condannata a normare come si cucinano le vongole! E’ chiaro che in questo contesto il proclama della spesa di 800 mld di Euro per la difesa rischia di essere vago ed inattuabile. Non ha senso avere un esercito comune se non si ha una politica estera comune. Non si può avere un esercito comune se si pensa di far indebitare gli stati europei per rafforzare i singoli eserciti nazionali. Gli ingredienti per passare ad un federalismo effettivo ci sono tutti. C’è soprattutto un parlamento europeo eletto dai suoi cittadini a cui si possono conferire le competenze di difesa, politica estera, ecc. Si fa questo con gli stati che ci stanno. Chi non ci sta rimane fuori. Semplice a dirlo ed ad implementarlo! Difficile far spogliare del proprio orgoglio nazionale i singoli stati. Finora non ci siamo riusciti. Ma è via obbligata per non condannare l’Europa all’inconsistenza. Ma di quale tipo di riarmo si deve parlare? Noi non andiamo a comprarli da chi li produce, ma abbiamo un apparato tecnologico e produttivo formidabile che può realizzarle. Il contribuente americano paga volentieri 880 miliardi/anno per la difesa perché in quel budget ci sono sontuosi finanziamenti in Ricerca e Sviluppo nel militare, ma i cui prodotti poi vengono trasferiti al sistema produttivo civile. Un esempio su tutto riguarda la tecnologia che c’è nel cellulare. Il GPS, l’accelerometro, il touch-screen sono state tutte tecnologie concepite per applicazioni militari. Si può pensare che quegli investimenti possano avvenire in settori come lo Spazio, l’Informatica, la Cyber security, l’Elettronica, la Metallurgia, l’Energia ecc. Sono questi settori di facile convertibilità dal militare al civile e viceversa! E’ questo un modo di produrre armi senza costruirle!
Francesco Vespe