“La politica non si fa con i sentimenti, tantomeno con i risentimenti. Ma ce ne faremo una ragione nel comprendere che l’alibi è la norma, ma l’obiettivo è reagire alle posizioni che abbiamo assunto nelle scorse settimane da quando abbiamo detto a chiare lettere al M5S di essere parte del sistema, avendo partecipato anche alle nomine”.
È quanto afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che aggiunge: “La prova? La proposta è stata depositata a giugno 2024 e non risulta sia stato depositato alcun emendamento migliorativo, a meno che non c’era piena condivisione del testo originariamente proposto. Ma se fosse stato così si sarebbero dovuti astenere, o votare contro, sugli emendamenti proposti dalla maggioranza, votare a favore degli articoli condivisi, e poi magari decidere sul voto finale”.
“Legittime e rispettabili le posizioni del M5S – evidenzia Lacorazza – ma ideologizzare ed esasperare interpretazioni per trovare l’alibi all’astensione su tutti gli articoli rende evidenti le contraddizioni. Potrei facilmente strumentalizzare e utilizzare il ‘proprio cuore con l’altrui misura’ sottolineando che l’astensione del M5S è avvenuta anche sull’art.1 della legge che esalta i valori fondativi della Repubblica italiana, della pace e della solidarietà. Non siamo di fronte alla migliore legge possibile – lasciamo al M5S questa patente – e siamo consapevoli che nel tempo tutto può essere verificato e migliorato. Ma un passo avanti è stato fatto, e farlo solamente come avremmo voluto noi non avrebbe raccolto i numeri necessari in Consiglio regionale”.
“Infine – conclude l’esponente del Pd – il M5S omette di dire che la norma prevede un Piano triennale, da approvare in Consiglio, per definire indirizzi, e un Piano annuale per stabilire i criteri per gli avvisi. Piani che saranno anche oggetto del confronto con la Consulta, organismo costituito anche dalle rappresentanze studentesche e dal mondo del Terzo settore”.