“Per ragioni familiari non potrò partecipare all’importante e utile iniziativa ‘Un futuro sostenibile per la Val d’Agri’ organizzata oggi dalla CGIL di Potenza. In questi mesi mi sono confrontato più volte con il segretario Vincenzo Esposito e con i rappresentati territoriali. E nei prossimi giorni recupererò relazioni e atti del convegno”. A dichiararlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza che così continua:
“Dall’inizio di questa legislatura con interrogazioni e interventi in Consiglio regionale abbiamo sottolineato che il 2029 è dietro l’angolo e non si può affrontare, questo nuovo giro di boa, con l’approccio con il quale si è rinnovata la concessione ENI SHELL dal 2019. Sono stati ottenuti scarsi risultati soprattutto perché non è stato inquadrato il contesto, la strategia e il tempo – dieci e non più venti anni – della durata della concessione. Appaiono francamente deboli i progetti No OIL per poter affermare che siamo di fronte a una credibile ‘transizione’, poi 50 milioni di euro di compensazioni ambientali utilizzati per coprire il buco in sanità, rischiosi cambi di appalto in un momento di produzione in diminuzione e un Governo regionale assolutamente non adeguato a far rispettare un contratto di sito (2021) che tra le altre cose prevedeva un’autoambulanza a servizio di lavoratrici e lavoratori. Per non parlare dei soldi ‘sottratti’ ai Comuni del territorio e promessi con un FSC che ancora non arriva, bloccando servizi fondamentali le Comunità. Insomma un Governo della Regione debole e che rischia di non essere all’altezza della sfida”.
“Si vuol fare un passo avanti? Si vuole che in un passaggio delicato si offra un contributo di merito e di responsabilità? Noi ci siamo – sottolinea il Capogruppo del Pd – mettendo insieme salute e lavoro; ma fissando paletti chiari per la transizione, e i tempi che dovrà avere questo processo. Partiamo da una discussione libera da ‘condizionamenti’. Ed elenchiamo i punti al centro del confronto: 1. Al 2029 quanta produzione e quanto lavoro? Dire da subito che sarà catastrofe occupazionale non aiuta. 2. Al 2029 scade il bonus gas? Non aiuta dire ai lucani ‘o mangiate questa minestra oppure..’. 3. Il pozzo Pergola 1, nuovamente attenzionato dopo essere stato bocciato dal Ministero competente, è una leva per il rinnovo della concessione? Lo si tiene come grimaldello in prossimità del rinnovo della concessione a tutela dei posti di lavoro. 4. Quali sono e per quanti posti di lavoro si mettono in campo processi No OIL per una transizione sostenibile e giusta? Gli investimenti non possono essere molto al disotto del rapporto uno ad uno; si perde un posto di lavoro e se ne recupera un altro. 5. Chi si farebbe carico dei processi di riconversione delle lavoratrici e dei lavoratori? Ci pare di leggere nel PITESAI che questa operazione andrebbe finanziata dalle royalties. 6. E le imprese, in particolare lucane, saranno lasciate in mezzo a una strada? Negli anni sono cresciute competenze ma anche monocommittenza. 7. Al 2029 come sarebbero messe le casse della Regione e dei Comuni? Etc etc.”
“Per tutti questi temi – aggiunge l’esponente del Pd – ci vorrebbero risposte adeguate e puntuali, senza alcuna torsione ideologica, perché non ci possono essere elementi di debolezza o subalternità per discutere serenamente di non rinnovo o rinnovo di concessione, o di una transizione sostenibile e giusta. Comprendiamo la complessità e la ricerca dell’equilibrio tra lavoro e un mondo in trasformazione; con la consapevolezza che l’abbiamo preso a prestito dai nostri figli e lo dovremo lasciare migliore senza affamare i padri e le madri”.
“Il Governo regionale, Bardi, è stato già debole una prima volta – conclude Lacorazza – e sarebbe un disastro sociale non affrontare bene questo passaggio. Si apra una vertenza nazionale. La Regione è una parte, vorrei dire la controparte che opera nell’interesse delle comunità; e quindi, sarebbe il caso che le altre parti, in particolare ENI-SHELL e Governo nazionale, le si guardino all’altezza degli occhi”.