Giornata Mondiale dell’Acqua: impegno dei Geologi Lucani per la tutela delle risorse idriche, intervento di Mary William, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Basilicata.
In qualità di Presidente dell’Ordine dei Geologi della Basilicata, desidero sottolineare l’importanza della Giornata Mondiale dell’Acqua come momento di riflessione e azione collettiva per la salvaguardia delle nostre risorse idriche. Le sfide legate alla crisi climatica e alla gestione sostenibile dell’acqua richiedono un impegno condiviso e una pianificazione accurata. La crisi idrica dello scorso autunno ha drasticamente messo in evidenza come l’assenza di una banca dati idrogeologica strutturata, che includa la quantificazione e localizzazione dei corpi idrici superficiali e sotterranei, ostacoli sia l’uso quotidiano delle risorse che la pianificazione a medio e lungo termine, nonostante la ricchezza idrica della Basilicata. Per garantire una gestione efficace del patrimonio idrico regionale, è imprescindibile attuare politiche per censire le sorgenti presenti sul territorio. Inoltre, la raccolta di dati geologici e idrogeologici è essenziale per creare carte idrogeologiche dettagliate. Questi strumenti sono cruciali per comprendere la distribuzione delle risorse idriche e pianificare interventi mirati, promuovendo una gestione sostenibile. I geologi lucani, grazie alla loro profonda conoscenza del territorio e alle competenze specialistiche acquisite, svolgono un ruolo cruciale in questa attività. La loro familiarità con le caratteristiche geologiche locali e l’osservazione diretta del territorio permettono di individuare e mappare con precisione le risorse idriche sotterranee e superficiali, contribuendo in modo significativo alla pianificazione e alla tutela ambientale. Tali conoscenze sono altrettanto fondamentali per la protezione della risorsa idrica: non poche situazioni di inquinamento in regione hanno intaccato e reso improduttive le falde acquifere, determinando interventi di bonifica costosi e lunghi. La scarsità d’acqua è una sfida che riguarda l’intero territorio nazionale. Prelievi non dichiarati e l’abusivismo nella costruzione di pozzi in aree contaminate rappresentano ulteriori rischi. Un pozzo, se non protetto e controllato adeguatamente, può facilitare la migrazione di contaminanti dalle acque superficiali a quelle sotterranee, compromettendo la qualità della risorsa. La protezione delle risorse idriche passa anche attraverso la necessaria e non più prorogabile definizione delle aree di salvaguardia, identificate grazie a studi geologici approfonditi. Queste zone sono fondamentali per prevenire la contaminazione delle falde e garantire la qualità dell’acqua per uso umano. In questa ottica è auspicabile che in tempi brevi si possa avviare una stretta collaborazione tra l’Ordine dei Geologi della Basilicata e gli Organi Istituzionali al fine di aprire un tavolo di concertazione che porti a risultati tangibili e di immediato utilizzo che renderebbero la Regione aggiornata dal punto di vista delle conoscenze ed al passo coi tempi nella tutela ed utilizzo della risorsa idrica.