
Giornata internazionale della donna – incontri Cgil a Potenza, Matera e Forenza
Sabato 8 marzo 2025 per la Giornata internazionale della donna la Cgil organizza tre eventi in Basilicata. La partecipazione delle donne al voto e alla vita politica e sociale del Paese e nel Mezzogiorno è il tema al centro degli appuntamenti. Di seguito i particolari.
A Potenza, alle 9,30, nella Cappella dei Celestini (largo Duomo), confronto “Il voto è la nostra rivolta” promosso da Cgil Basilicata, Camera del lavoro Cgil di Potenza e Spi Cgil Potenza. Interverranno Anna Russelli, segretaria Cgil Basilicata; Angela Bianco, rappresentante della Rete degli studenti medi; Laura Genovese, delegata Total; Angela Blasi, consigliera comunale di Potenza; Giovanna Galeone, segretaria Spi Cgil Basilicata ed Esmeralda Rizzi, dell’Ufficio Politiche di genere della Cgil nazionale.
A Matera, alle 17, al cinema “Il Piccolo” (via XX Settembre, 14), l’incontro “Uguali ma diverse. Il lungo e faticoso cammino delle donne verso la parità” promosso dalla Camera del Lavoro Cgil di Matera e la Rete degli studenti medi. Interverranno il segretario generale Cgil Matera e Basilicata Fernando Mega; Giulia Adduce, segretaria Cgil Matera; Teresa D’Onofrio, segretaria generale Rete degli studenti medi di Basilicata; delegati e delegate. Per concludere, lo spettacolo teatrale “Speriamo che sia femmina” di Anna Onorati e a cura di Iac (Centro arte integrate).
A Forenza, alle 16,30, appuntamento promosso dalla Cgil di Potenza all’Auditorium del Comune per l’incontro dal titolo “Fòsse nate mascule – Fossi nata maschio”, dall’omonimo corto realizzato da Giovanni Lancillotti per l’associazione culturale “Né arte né parte” e che verrà proiettato nel corso dell’iniziativa. Dopo i saluti del sindaco di Forenza Francesco Mastandrea, interverranno Silvia Bubbico, segretaria Cgil Potenza; Anna Elisa Lina Stofler, componente del direttivo Associazione donne Forenza; Carmela Vaccaro, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo San Giovanni Bosco di Palazzo San Gervasio; Vincenzo Esposito, segretario generale Cgil Potenza.
“Anche questo 8 marzo – sottolinea la Cgil – tutte le statistiche e gli studi dimostrano che in Italia le donne occupate sono molte meno degli uomini e, soprattutto, che il loro lavoro continua ad essere precario, in part time, spesso involontario, con forti discriminazioni nei percorsi di carriera. Per questo è importante che proprio le donne votino convintamente ai referendum di questa primavera su lavoro e cittadinanza, che pongono limiti alla precarietà, ai licenziamenti discriminatori, ai meccanismi che mettono a rischio la sicurezza sul lavoro, e che chiedono di riconoscere il diritto alla cittadinanza a migliaia di donne che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese”. In Basilicata il tasso di occupazione maschile tendenziale è aumentato al 67,1% (+0,2%), mentre quello femminile è diminuito al 43,3% (-0,6%). Tra donne e uomini il divario nei tassi di occupazione aumenta moltissimo nel Mezzogiorno, dove la distanza tra i tassi di occupazione femminile e maschile passa da 14,2 punti per classe 15-34 anni a quasi il triplo per le 50-64enni 33,1 punti in meno rispetto agli uomini. Inoltre, solo il 53,7% delle occupate ha una condizione standard. Quasi un quarto delle donne che lavora, secondo l’ultimo rapporto Cnel-Istat, presenta uno o più elementi di vulnerabilità (dipendente a tempo determinato, part time involontario, ecc.), contro il 13,8% gli uomini. Risultano più spesso vulnerabili le lavoratrici giovani (38,7%), residenti nel Sud (31,2%), con bassa istruzione (31,7% per le donne che hanno fino alla licenza media) e straniere (36,5%). Lavoro non standard porta con sé lavoro povero. E così aumenta anche il differenziale salariale. Secondo il rapporto la diffusione di contratti non standard nella componente femminile del mercato è la principale causa di livelli retributivi individuali insufficienti. E allora la partecipazione ai referendum della Cgil che mirano a ridurre la precarietà per tutte e tutti, a restituire dignità e sicurezza al lavoro, non può che essere donna”.